lunedì 10 luglio 2017

Auto, incidenti e mobilità sostenibile. Una proposta di riforma del Codice della Strada

Dal mio post sul Fatto Quotidiano, 10 luglio 2017

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Giovedì 6 un bimbo di 5 anni a Roma è stato travolto e ucciso da un’auto, sulle strisce: l’ennesima piccola vittima della strada. Chi lo ha ucciso, sconvolto, dice che non l’aveva visto, che è sbucato all’improvviso. In effetti basta poco per ammazzare sulla strada, non c’è bisogno di essere ubriachi o drogati. Tutti possiamo distrarci, confonderci, essere abbagliati dal sole, pensare ad altro, sbadigliare o starnutire, dare un’occhiata al cellulare, avere un colpo di sonno o un crampo. Non bisogna demonizzare gli automobilisti, è vero, ma l’auto sì.
Mi dicono: “Ma l’auto è un mezzo come un altro”. No, non è vero. Ogni mezzo ha il suo peso, la sua velocità, la sua intrinseca e potenziale letalità. E quella delle auto è alta. Sparare a 30-50-80-100 km/h una o due tonnellate di ferraglia è potenzialmente letale. Ma questo concetto è di difficile comprensione: per gli italiani, guidare è un’abitudine dura a morire, una moda consolidata da decenni di martellamento pubblicitario che hanno dipinto l’auto come innocua, familiare, un mezzo per raggiungere libertà e benessere.

domenica 18 giugno 2017

"Non li starete viziando troppo, questi marmocchi in bici?"

Faenza, giugno 2017: per arrivare dal parco Bucci di Faenza alla Biblioteca comunale in bici con i bimbi è un'impresa, le strade della cultura sono diventate strade di inciviltà, causa mobilità insostenibile. Ci sarà anche il greengobus, ma per chi vuole andare in bici, non c'è spazio. 
Lungo Via mazzini davanti l'ospedale, non ci sono piste ciclabili, le auto sono parcheggiate restringendo la carreggiata, le auto a doppio senso che ti sorpassano. 
Con tre bimbi, di cui uno di soli 4 anni autonomo nella sua biciclettina, non me la sentivo di andare sulla strada e siam passati sul marciapiedi, pianino pianino per non disturbare i pedoni. 
Entri nel centro storico, ti credi salvo, in quanto inizia la piccola zona pedonale che il comune è riuscito a strappare all'ira dei commercianti. Ma appena finita la piazza principale, appena dietro, c'è Via Manfredi (la stradina davanti la biblioteca) e lì torna l'incubo. Dobbiamo schivare auto davanti e dietro, che entrano e escono da piazza delle erbe...
 Davanti la sala ragazzi non ci sono marciapiedi, rallentatori, lì davanti è pericolosissimo, a volte delle auto hanno anche buttato giù i paletti protettivi del portone...per fortuna non c'era nessun bimbo che usciva....ma ogni volta non si sa a chi può toccare...
Per parcheggiare non troviamo rastrelliere, davanti alla biblioteca tutte le bici sono appoggiate al muro, poi troviamo le 3 rastrelliere accatastate una sopra l'altra per far posto alle auto (notare che fino a poco tempo fa erano disposte allineate, poi evidentemente qualcuno ha detto che eran troppe, e davan fastidio alle auto).
Così ripartiamo per casa e facciamo via Matteotti: lì auto parcheggiate a destra, (anche in divieto di sosta), auto che ci sorpassano a sinistra invadendo la pista ciclabile...arrivo con tutti e 3 sani e salvi, sudata fradicia, e scrivo indignata a vigili e amministrazione, l'ennesima segnalazione, uguale a quella di un mese fa, di due mesi fa...che almeno il con la scusa del PUMS(piano urbano mobilità sostenibile) qualcuno ascolta? ma entro quando?vogliamo aspettare una disgrazia?
Con Fiab, Legambiente e Salvaiciclisti scriviamo un comunicato al quale la Confesercenti risponde come al
solito, con estremo, ottuso cinismo:
1- si paragonano bici, pedoni e auto, facendo di tutta l'erba un fascio... quando nei paesi civili è risaputo che va incentivata la moblità dolce (pedoni e ciclisti) e i mezzi pubblici, mentre va disincentiva la mobilità motorizzata privata, proprio per ridurre gli incidenti e migliorare la viabilità e la qualità del tessuto urbano (anche commerciale).
2- secondo la Confesercenti basterebbe un cartello di 30 km all'ora per garantire sicurezza davanti la Biblioteca: non servono dunque dossi, marciapiedi, attraversamenti pedonali, nè tantomeno, (non sia mai) la chiusura della via. Ma a parte il fatto che difficilmente un'auto rispetta il limite, solo perchè un cartello glielo dice...poi immaginiamoci un bimbetto di 3 anni che esce correndo dalla sala ragazzi, il cui portone si apre sulla strada. Se un'auto o un furgone vanno anche solo a 30 km all'ora, e non vedono il bambino, quel bambino come se la caverà? Bene, malino, o malissimo? Ma certo, sottintende la Confesercenti, la colpa non è dell'auto, ma della mamma che non lo teneva abbastanza legato.
La colpa degli incidenti, infatti, dice Confesercenti, è spesso e volentieri degli utenti deboli che non rispettano il Codice della Strada e ostacolano il passaggio degli utenti forti. 
D'altra parte la Confesercenti è coerente, poco tempo fa ribadiva che non si può pretendere di crescere i bambini in isole felici, che non si può pretendere di camminare e girare in bici in tutta sicurezza, che queste creature devono imparare a stare al mondo...
In effetti, non li staremo viziando troppo, questi marmocchi in bici?
 😵😵

domenica 30 aprile 2017

Bici, amici dei bambini!

Ieri sono stata premiata all'assemblea nazionale di FIAB Onlus a Monza, insieme ad altri cittadini e amministratori che si battono per una mobilità più umana! Ringrazio la Fiab, associazione di volontariato sempre in prima linea per la promozione dell'uso bici e per rendere le strade più a misura di ciclisti e pedoni...
Dedico questo riconoscimento ai miei bimbi che quotidianamente e col sorriso si spostano senz'auto e sognano una città più civile, pacifica, umana. La bici per loro è un privilegio, un'amica di libertà, indipendenza e autonomia...spesso guardano con pietà quei loro amichetti intrappolati dietro ai finestrini, trasportati a destra e manca come pacchi..
W la bici, amica dei bambini, amica della pace, amica della libertà, amica dell'ambiente!

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mercoledì 5 aprile 2017

PUMS e Isole pedonali

Risultati immagini per faenza piazza della libertà autoSe a Faenza vuoi andare in biblioteca, devi stare attento a non farti investire. Devi stare attento a quando entri, a quando esci e sempre tenere tuo figlio per la giacca. La biblioteca è in centro, di fronte ad una piazza-parcheggio (P.zza della Libertà) molto trafficata. Un giorno mio figlio (in bici) è stato stretto al muro da un Suv troppo grande per manovrare in quella stradina stretta. Davanti alla biblioteca non ci sono marciapiedi, tantomeno piste ciclabili, figuriamoci strisce pedonali. E in effetti non le vogliamo. Non vogliamo ghetti per i pedoni in centro storico. Vogliamo che siano le auto ad andarsene: rendere pedonale la centralissima piazza della Libertà e stradine annesse. Come dice il PAIR (piano aria integrato regionale) che siamo obbligati a rispettare, dobbiamo puntare a rendere il 100% del centro urbano zona traffico limitata e il 20% del centro urbano pedonale. Di questo si sta discutendo negli incontri preparatori al PUMS (Piano Urbano Mobilità Sostenibile).
Peccato le patetiche lamentele dei rappresentanti dei commercianti (Confesercenti) convinti che la gente sia capace di fare spesa solo in auto.

giovedì 5 gennaio 2017

100 anni di mestieri in bici! E ora?

La mostra 100 anni di mestieri in bici, a Montefano (MC), realizzata da Sandro Braconi, è forse unica in Italia. Bici originali, ancora funzionanti, che fanno pensare: in 100 anni siamo progrediti o regrediti, se accettiamo di appestare l'aria pur di evitare di pedalare, magari andando poi in palestra (in SUV)? Oggi esistono anche le bici a pedalata assistita, perché non tornare a lavorare in bici, almeno provarci?
Chiediamo ai nostri comuni incentivi, come in Europa.
In Francia ed in Belgio i contributi arrivano direttamente sulla busta paga del ciclista, in altri paesi (Austria, Germania, Olanda, Regno Unito…) sono invece previste detrazioni e altri tipi di agevolazioni fiscali; in Italia, a livello nazionale, ancora non è previsto nessun incentivo. Il comune di Massarosa (Lu) è il primo caso in Italia.

mercoledì 4 gennaio 2017

Più bus nelle marche!

Lancio questa petizione, sottoscrivetela!!!
Perché le Marche hanno bisogno di più mezzi pubblici, interi paesini sono isolati e avere l'auto diventa una necessità. Non è giusto, la regione deve fare di più per la mobilità sostenibile.

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Alla cortese attenzione dell'azienda Contram Mobilità,
Per conoscenza ai sindaci dei comuni di Montefano, Recanati, Appignano
al presidente della Regione Marche,
all'assessore ai Trasporti della Regione Marche, 

Oggetto: mantenere la continuità estiva della linea Contram Camerino-Recanati.

Gentilissimi,
siamo cittadini e associazioni preoccupati per la scarsità di mezzi pubblici presenti nel nostro territorio.
I comuni di Appignano e Montefano e la frazione di Montefiore in particolare sono i più danneggiati. Sono isolati da Recanati per ben 3 mesi l’anno (nel periodo non scolastico). La situazione peggiora ulteriormente di domenica, perché nei festivi, durante tutto l’anno, è soppressa anche la linea Macerata-Ancona.
Questo è un grave danno alla mobilità sostenibile, al turismo verso la costa, agli studenti fuori sede (che spesso la domenica prendono il treno ad Ancona), oltre che un disagio creato ai residenti di Montefiore, che appartengono al comune di Recanati e hanno il diritto di essere collegati al loro comune ogni mese l’anno.
Si presuppone che tutti abbiano l’auto, ma si tratta di uno sguardo ottuso e poco lungimirante: se vogliamo andare verso un futuro più sostenibile dobbiamo investire sui mezzi pubblici. I mezzi pubblici permettono di risparmiare notevoli quantità di Co2 all’ambiente, decongestionando le strade dal traffico, con ricadute positive sulla qualità dell’aria, sulla tutela del paesaggio, sulla salute pubblica e quindi sull’economia.

Chiediamo quindi alla Contram di mantenere la linea Camerino-Recanati, anche in periodo non scolastico, (con coincidenza per Portorecanati), e la linea Macerata Ancona anche di domenica, magari con mezzi più piccoli (minibus) o con orari ridotti.
Chiediamo alla regione Marche di investire di più nella mobilità sostenibile.
Chiediamo ai sindaci di farsi portavoce di queste richieste, e di promuovere campagne di sensibilizzazione per incentivare l’uso di mezzi pubblici.
In attesa di una vostra risposta, vi porgiamo cordiali saluti
Le associazioni e i cittadini


Impatto Zero!!!

Impatto Zero di Linda Maggiori

http://www.dissensi.it/content/impatto-zero-di-linda-maggiori.html
Ed ecco il mio nuovo libro, Impatto Zero, vuole essere un sassolino negli ingranaggi del sistema, un invito al cambiamento. Intreccia le nostre personali esperienze, (dal vivere senz'auto all'autoproduzione, dalla riduzione dei rifiuti al forno solare, dalla compostiera autocostruita in terrazzo al risparmio dell'acqua, dalle ricette alla descrizione dei sentieri montani raggiungibili coi mezzi pubblici), con le politiche e con i progetti per un futuro sostenibile, realizzati in Italia e nel mondo.

“La parte ricca del mondo è a un bivio. Deve decidere se continuare a saccheggiare il pianeta per i propri privilegi o imboccare la strada dell’equità e della sostenibilità. Questo libro indica come cominciare ad assumerci le nostre responsabilità a partire dalla quotidianità”.
Francesco Gesualdi

“Il libro, di agevole e piacevole lettura, intreccia le ricette per la famiglia alle esperienze collettive, dunque politiche (…) Linda e i suoi hanno fondato il gruppo «famiglie senz’auto» e quello «famiglie a rifiuti zero»: e il libro spiega come si riesce quasi ad azzerare perfino rifiuti riciclabili.”
Marinella Correggia 


“Se non vogliamo bruciare il futuro dei nostri bambini dobbiamo smettere di produrre rifiuti. Linda è stata preziosa con la sua esperienza per farci capire tutto questo. Il suo libro ci fa capire ancora di più di come sia giunto il momento di far pace con il nostro pianeta”.

Rossano Ercolini